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  • La più grande sfida dei prossimi mesi sarà quella di garantire che l’Europa sia pronta a competere nell’economia globale. La Presidenza italiana farà ogni sforzo possibile per rivitalizzare la Strategia Europa 2020 e sostenere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

Il DEF 2015 e le politiche infrastrutturali in Italia

Scritto da Oseco on . Postato in Articoli

L’Italia ha attraversato negli ultimi anni una fase economica tra le più critiche della sua storia recente, che ha colpito pesantemente famiglie e imprese. Provenendo da un lungo periodo di “crescita zero” (dal 1990 al 2013 il tasso medio annuo di crescita del PIL è stato per l’Italia dello 0,7%, circa metà di quello di Francia e Germania e circa un terzo quello di Spagna e Regno Unito), la crisi, lunga e profonda, ha determinato una forte caduta del potere d’acquisto delle famiglie (calato più del 10% dal 2008 al 2014 - fonte Istat), eroso da livelli di disoccupazione crescenti (a febbraio 2015 3.240.000 disoccupati, tasso di disoccupazione al 12,7%, quella giovanile - un vero dramma sociale - al 42,6%; inoltre, nel 2012, 2.862.300 lavoratori irregolari, pari al 12,1% delle unità di lavoro - fonte Istat) e da una pressione fiscale ormai opprimente (43,5% nel 2014 - fonte Istat).

La caduta dei consumi ha contribuito a bloccare la produzione industriale, costantemente su variazioni negative, alla quale non è bastato lo stimolo della domanda estera. Le imprese sono state stritolate tra una domanda che non c’era e costi crescenti, pagando un prezzo altissimo in termini di produttività e competitività, indicatori in diminuzione anche a causa di deficit strutturali che il Paese continua a scontare: costi dell’energia più alti della media europea del 40/50%; una macchina amministrativa e burocratica troppo pesante; una legislazione complessa sulla quale stenta un efficace percorso di semplificazione; mercati nei quali concorrenza e merito, insieme all’equità sociale, non sono ancora presenti come dovrebbero; una giustizia civile lenta e senza certezze; un mercato del lavoro fino a poco fa troppo rigido e inadeguato a supportare il rilancio dell’occupazione ai primi segnali di ripresa; un federalismo fonte di costi, lentezze e disomogeneità invece che di efficienza; un’evasione che, insieme ai fenomeni della contraffazione e dell’abusivismo, rappresenta una piaga che crea concorrenza sleale; un Mezzogiorno che deve essere recuperato sul piano economico e sociale per uno sviluppo più equilibrato del Paese.

Il quadro economico mostra da qualche mese indicatori migliori, grazie soprattutto ad un contesto internazionale fortemente mutato rispetto al passato: il basso prezzo del petrolio, il nuovo tasso di cambio dell’euro e il Quantitative Easing lanciato dalla Banca Centrale Europea aprono spiragli positivi che bisogna sfruttare al meglio, anche attraverso la realizzazione di un programma di grandi riforme che contribuisca a dare fiducia nel futuro, prospettando quella politica di cambiamento di cui si sente una forte necessità.

Il DEF 2015

Scritto da Oseco on . Postato in Articoli

Di Luciana Marino e Michele Gerace

Per il periodo 2014-2019, il quadro macroeconomico italiano presentato nel DEF 2015 riflette i primi segnali di graduale ripresa dell’economia, nonostante gli elementi d’incertezza che ancora caratterizzano le prospettive di crescita globali.

  • francesco peca
    • 25 marzo 2013. In una seduta surreale di un Senato formalmente incapace di funzionare, poiché incapace di esprimere una maggioranza, un Governo fantasma riferisce sull’ultimo vertice europeo, in cui tuttavia, ancora una volta, i Capi di Stato e di Governo dei 27 Paesi membri hanno preso decisioni in qualche modo pilotate proprio da quel Governo fantasma. Quasi vien voglia di dire: ben venga se questi sono i risultati.


  • luciana marino
    • La discussione parlamentare sul DEF 2013 rappresenta l'occasione per alcune riflessioni sulla politica economica e finanziaria del Paese come si è svolta in questi ultimi anni. In primis i numeri: nel 2012, a due anni di distanza dall’avvio della procedura di disavanzo eccessivo, il livello dell’indebitamento netto conseguito é stato pari al 3% in linea con le raccomandazioni UE, evidenziandosi il risanamento dei conti pubblici coerente con le raccomandazioni europee.  


  • severino
    • Molti invocano che la cultura sia messa al centro dell'agenda politica. Io mi accontento di molto meno, ovvero che se ne parli appropriatamente. Due recenti nomine politiche sono il termometro di quello che non va: una politica di professione, Melandri, alla presidenza del museo di Stato Maxxi, e un cantante in tournée, Battiato, all'assessorato al turismo, sport e spettacolo della Regione Autonoma Sicilia. È l'ennesima estenuante dimostrazione che le politiche culturali sono considerate un divertissement.




  • marrocco


    • Sullo scenario Europeo si assiste in questi ultimi anni alla “affannata” ricerca da parte dell’Europa e dei singoli Paesi membri ed i loro Governi, della via percorribile al fine di uscire dalla crisi che inizialmente, agli albori della stessa sembrava essere solo finanziaria, ma che si è potentemente manifestata ancora piu’ perniciosa per i conti pubblici dei singoli Paesi membri e per il benessere dei loro cittadini, in quanto propria anche dell’economia reale.





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